Mare che non sa amare

 

Lei per me era il mare, profondo, infinito, magico,

incredibilmente misterioso ed avvolgente mare.

Ma anche imprevedibile, forte … letale.

In lui potevi perderti, viaggiare, scoprire … morire.

In fondo io sapevo di potere fare a meno di lui,

eppure lo desideravo e da impazzire.

Ma allora perché se provavo ad entrarci dentro

mi ritrovavo addosso un pescecane?

Perché se con lui volevo solo scambiare calore e amore,

poi mi ripagava facendomi annegare?

Io in fondo sapevo di amarlo e di fare parte di lui,

che nessuna cosa al mondo era più forte di noi. 

Io lo avrei percorso tutto,

in lungo, in largo e in profondità.

Allenandomi duramente all’apnea,

avrei toccato i suoi fondali che nessuno ha conosciuto mai.

Con grande forza e passione

avrei domato le bestie e i fenomeni che attentano dentro di lui.

Insieme avremmo vissuto, in perfetta simbiosi,

una vita piena di amore e di magia.

Da lui, con me, si sarebbe rinnovata ancora la vita,

meravigliosa, sfaccettata  sarebbe cresciuta e poi da sola avrebbe nuotato in libertà,

per portare dentro e fuori di lui e di noi il nostro messaggio di vita.

Ma lei no! non vuole proprio farmi entrare nelle sue ricche e calde acque

Ha preferito macchiarsi di petrolio da un mondo che da lei

voleva solo un posto di rigetto per le sue impurità.

Ti prego mare ... io naufrago di te ... lasciami andare ...


Cronos